Intervista allo chef Nicole Bartolini | Desenzano Glam Village
Nicole Bartolini e lo staff del Desenzano Glam Village

Intervista a Nicole Bartolini, chef del Desenzano Glam Village e seconda classificata nel talent show culinario Antonino Chef Academy

Nicole Bartolini è già al lavoro per la stagione 2020 del ristorante Dolcevita del Desenzano Glam Village: ci siamo fatti raccontare la sua idea di cucina e l’esperienza vissuta nel talent show di Antonino Cannavacciuolo, Antonino Chef Academy.
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Nell’ultima edizione di Antonino Chef Academy, talent show dello chef Antonino Cannavacciuolo, Nicole Bartolini si è classificata seconda dietro a Davide Marzullo. Un risultato importante che non può che esaltare un percorso di crescita personale di grande spessore conseguito grazie ad anni di esperienza sul campo: dalla passione per la cucina nata in famiglia fino al lavoro in ristoranti stellati, il tutto sempre con grande competenza e un approccio trasversale all’arte culinaria. Quest’anno Nicole sarà l’anima del Ristorante Dolcevita del Desenzano Glam Village e, da quanto ci racconta, non mancheranno le sorprese.

Come è nata la tua passione per la cucina e per il lavoro che attualmente svolgi?

La passione è nata con la voglia di andare via di casa, di scoprire il mondo, di condividere il più possibile con il più ampio numero di persone. Credo che il cibo sia il mezzo più semplice per relazionarsi con gli altri, per condividere e scoprire le usanze delle persone. Sono curiosa, e avevo bisogno di evadere da una situazione che non mi faceva stare bene, così mi sono donata al mondo della cucina.

Ci parli un po’ del tuo percorso professionale? Come sei arrivata a diventare chef del Desenzano Glam Village?

Ho iniziato molto presto a lavorare e ho fatto lavori diversi tra loro per pagarmi gli studi: ho fatto la baby sitter e lavorato per un’impresa di pulizie, poi ho iniziato a fare alcuni stage con la scuola alberghiera. Successivamente sono passata a fare extra in ristoranti con cucina tradizionale nella mia città (osterie, trattorie e ristoranti-pizzeria) e le stagioni al mare in hotel a 4 stelle e stabilimenti balneari. Ho sempre cercato di scoprire il più possibile in locali con ristorazioni differenti tra loro. Le retribuzioni ricavate dalla stagione le ho investite in stage in ristoranti stellati…così fino a terminare gli studi. Finita la scuola, ho cambiato vari locali stellati in varie zone d’Italia, dalla montagna, al mare, alle grandi città. Per Club Ristorazione [settore di Club del Sole che si occupa della gestione dei ristoranti, ndr] avevo già fatto tre stagioni al Dolcevita di Punta Marina, in cui mi ero trovata molto bene e dove avevo intrapreso anche un percorso di assunzione di responsabilità e gestione dell’organizzazione.

Nicole Bartolini impegnata nella realizzazione di un piatto

Quale è l’idea generale – se ce ne è una – che ispira i tuoi piatti?

Nei miei piatti vado a ricercare l’equilibrio fra i vari ingredienti; solitamente mi baso sullo scegliere il cibo che deve emergere come protagonista e studio come ottenere un bel matrimonio con altri alimenti che lo vadano a valorizzare, facendolo emergere per le sue caratteristiche intrinseche.

Scegli tre aggettivi che secondo te possono descrivere la tua cucina…

Delicata, fresca, speziata.

Sappiamo che il tuo ingrediente preferito è il limone. Qual è invece il piatto che preferisci mangiare?

Ahimè, mi piace tutto. Mi lascio trasportare dalle emozioni del momento: ho giornate in cui amo piatti sugosi che mi ricordano la mia infanzia, come la parmigiana di melanzane; altri in cui ho voglia di piatti più morbidi, come un’animella o un risotto super cremoso; altri ancora in cui cerco sapori decisi, croccanti e speziati. Ma il piatto a cui non dico mai “no” è uno spaghetto al sugo di pomodoro: semplice, ma se fatto a modo, è un capolavoro. Poi ci sono anche altri piatti legati ai miei ricordi, come le lumachine di mare e i passatelli asciutti, e anche questi non riesco mai a rifiutarli.

Qual è la parte più difficile del tuo lavoro e quale invece l’aspetto che ti regala più soddisfazioni?

In realtà non c’è una cosa che è più difficile, sono tutte cose diverse tra loro, dalla scelta della materia prima all’organizzazione della brigata, ma anche la pianificazione dei lavori, la necessità di seguire la parte burocratica, studiare nuovi piatti, affrontare ogni servizio. Tutte queste cose richiedono un’immensa concentrazione e dedizione: è come avere più figli con caratteri diversi… per ogni situazione ti devi saper modellare. Il momento che invece mi dà più soddisfazione è quando i colleghi ti cercano per stare insieme dopo una intera giornata di lavoro. Vuol dire che oltre ad aver fatto le cose nel modo giusto, sono riuscita ad essere anche un buon leader. Questo momento lo metterei al primo posto, assieme al sorriso del cliente dopo il primo boccone del piatto che ha ordinato.

Quest’anno, come detto, metterai a frutto tutta la tua esperienza nel ristorante Dolcevita del Desenzano Glam Village. Che cambiamenti dobbiamo aspettarci nel menu, in seguito anche alla ristrutturazione, dal punto di vista dei servizi e dell’offerta al cliente, a cui è stato sottoposto il camping-village per la stagione 2020?

Quest’anno andrò a proporre la mia cucina a 360°: si troveranno piatti freschi e si punterà su materie prime di alta qualità che il territorio e il lago ci forniscono. Io e la mia squadra centreremo in ogni piatto l’esplosione di gusto, con semplicità, armonia e cura del dettaglio. Ci sarà anche molta varietà di piatti, i menu cambieranno in base alla stagionalità e alla disponibilità della materia prima.

Ci anticipi qualche piatto che troveremo in carta?

Ci saranno piatti differenti tra loro: si passerà da sapori più classici come la “Carne salada, asparago e nocciola d’alba” a giochi tra gusti differenti come la “Trota fumè, indivia, finferli e lamponi” o l’“Anatra porro e mango”. Un’altra particolarità del menu saranno i dolci: dimenticate i dolci classici, perché mi piace stravolgere i concetti. Nei dolci in carta troverete anche elementi salati.

Nicole Bartolini davanti al ristorante Dolcevita di Desenzano del Garda

Non possiamo non farti qualche domanda sulla tua partecipazione all’ultima edizione di Antonino Chef Academy, il talent show dello chef Antonino Cannavacciuolo. Sei arrivata seconda: come valuti l’esperienza? In cosa credi ti abbia fatto crescere professionalmente?

L’esperienza sicuramente mi ha portato tanta visibilità e la possibilità di condividere e scoprire cose nuove con più persone. È stato bello potersi confrontare con ragazzi con percorsi professionali molto diversi, ma anche proporre i propri piatti ai giudici di ogni puntata. Bello ricevere consigli e complimenti da un grande maestro come lo chef Cannavacciuolo.

Come hai vissuto la gara? A seguirti da casa sembravi molto tranquilla e sicura di te…

La gara molto bene, amo le sfide, sono sempre riuscita a stare nel tempo assegnato per l’esecuzione dei vari piatti, ho sempre mirato all’obiettivo e mi sono sempre avvicinata in ogni test. Sono molto orgogliosa e testarda, quando si tratta di dare il massimo, e sono felicissima del risultato ottenuto.

Che tipo è Cannavacciuolo?

Lo Chef è immenso in tutti i sensi, sia a livello di statura, sia a livello umano. È un grande maestro, umile, passionale, che rispetta le persone che collaborano con lui e la materia prima. Si legge amore in ogni suo gesto. È una persona che profuma di buono, dallo sguardo profondo, e i consigli che mi ha dato sono sempre stati ottimi.

Un’ultima domanda in chiusura: cosa determina il successo di un piatto?

Credo che non basti che ogni piatto sia ben eseguito, giusto di sapore e ben impiattato. Deve essere così “wow” da rimanere impresso nella mente di chi lo mangia!! Deve farti raggiungere il massimo del piacere, e magari farti tornare in quel locale per chiederlo ancora. Insomma, deve creare dipendenza!